Sonata a Kreutzer

Adattamento Marianna de Pinto
con Marco Grossi
musiche eseguite dal vivo al violino da Daniela Carabellese

Lo spettacolo, basato sul racconto del celebre scrittore russo Lev Tolstoy, è l’occasione per affrontare il tema della violenza di genere da un punto di vista inusuale, quello del carnefice. Tolstoy analizza le intricate trame dell’animo umano che portano a compimento la violenza e, forzando una piena comunione col carnefice, ne analizza lucidamente il pensiero, le argomentazioni logiche, la pietà per la propria condizione, facendo affiorare in modo delicato ma inesorabile, il morbo della follia, che corrompe col suo impeto ogni pensiero, comportamento, azione, operando una piena recrudescenza allo stato bestiale.

Il racconto di Lev Tolstoj

Se non fosse stato scritto nel secolo scorso, questo racconto sarebbe la moderna trama di un “femminicidio”, una violenta reazione dettata dalla gelosia che lo scrittore, pienamente consapevole dei perversi giochi di potere che si celano all’interno della coppia, ideò senza portarlo a termine, preferendo trasfondere la rabbia e la frustrazione in una scrittura, che lascia ai lettori di ogni epoca e cultura come eredità morale. I tratti moderni ci sono tutti: l’ambizione frustrata del possesso dell’altro, l’esasperazione impotente, le barriere che sanciscono l’ impossibilità della comunicazione tra i sessi, l’orgoglio cieco, il sorgere del sospetto, la presunta infedeltà, la violenza, la seduzione, e , di fondo, la problematicità di un’istituzione, quella del matrimonio, con i suoi mille equivoci. “La sonata a Kreutzer”, è successivo ai capolavori Anna Karenina e Guerra e Pace e segna un periodo di intenso travaglio spirituale dell’autore che culminerà nella redazione del romanzo “Resurrezione”. Ritroviamo un Tolstoj polemico, che usa toni accesi, che svuota il suo essere dalla violenza che lo attanaglia per riversarla sulla carta.

Lo spettacolo

La tematica della violenza di genere è affrontata partendo dall’indagine sui motivi che generano in un essere umano l’esplosione della violenza. Lo spettacolo vuole, attraverso il racconto scenico, restituire un’ accurata radiografia dell’animo umano, puntando inizialmente a creare un rapporto di compassione e di immedesimazione con il personaggio del carnefice, al fine di rendere ancora più evidente, man mano che si dipana la vicenda, la follia di cui si rende tragico autore. Un uomo, solo, davanti a un pubblico, moderno giudice della vicenda. Il pubblico è chiamato a farsi parte attiva del dialogo teatrale, come il giudice in un aula di tribunale. Alla fine non potrà più essere spettatore passivo: davanti all’esposizione dei fatti dovrà esprimere il proprio giudizio, corroborando il proprio atteggiamento rispetto alla tematica in esame. Conoscere i motivi che spingono alla violenza, riconoscere i pensieri che muovono il carnefice, come comuni alla maggior parte di noi, può senz’altro educare a vivere quegli stessi sentimenti di gelosia, insicurezza, invidia, passione e amor proprio, in modo più sano, riconoscendo e analizzandone gli eccessi, per evitare che questi possano crescere fino a dominarci. Lo spettacolo prende il titolo da una sonata per violino e pianoforte di Beethoven, la musica è una componente molto importante della rappresentazione e ne scandisce i ritmi e gli umori più profondi, in un crescendo che fa da metronomo all’intera narrazione. Al termine dello spettacolo potrà essere previsto un dibattito con i giovani spettatori, per approfondire insieme le tematiche affrontate.

Durata dello spettacolo: 1h

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