RUKELI

L’ALBERO CHE SAPEVA DANZARE
Storia di Johann Trollmann, un pugile zingaro nella Berlino degli anni ’30 Rappresentazioni in occasione della Giornata della Memoria
di e con Marco Grossi
musiche eseguite dal vivo al violino da Daniela Carabellese

C’è un’icona che è comune ai giovani di oggi così come a quelli del passato: l’eroe sportivo. Sono cambiati i modelli, le tecnichedi allenamento, l’approccio ai mezzi di informazione, ma la figura del campione riveste sempre un grande fascino per i giovani, e non solo. Partendo da questo punto di contatto, si vuole rivivere la storia di un campione dimenticato, un atleta che decise di restare in Germania, nonostante i consigli delle persone più care, per inseguire un sogno: quello di diventare campione dei pesi medi di boxe della sua nazione. Sullo sfondo una società in continuo mutamento alla ricerca di riscatto, i cui sentimenti collettivi finiranno per confluire in una delle più terribili egemonie politiche che la storia ricordi, il nazismo.

Johann Trollmann era un giovane pugile tedesco nella Berlino degli anni 20′ e 30′. Non un pugile qualsiasi, ma un campione, capace di stupire col suo stile moderno e nuovo per la boxe dell’epoca, uno stile che solo molti anni dopo porterà al trionfo campioni che hanno fatto la storia del pugilato. Era un atleta capace di incantare gli uomini con la sua tecnica cristallina e di sedurre le donne con una bellezza ed un fascino fuori dal comune. Non ci sarebbe altro da aggiungere.

Eppure, purtroppo, qualcosa c’è, qualcosa che non avrebbe ragione di essere oggetto di considerazione nello sport, come in nessun altro ambito: la razza. Johann Trollmann era uno zingaro, un campione zingaro nella Berlino nazionalsocialista.

Johann Trollmann riuscirà nel suo intento, sarà il campione tedesco dei pesi medi, ma la Germania nel frattempo sarà cambiata e non vuole campioni zingari. La conquista del titolo sarà l’apice di una carriera agonistica, ma anche l’inizio del declino. Dopo una settimana dalla vittoria, con una scusa ridicola, il titolo di campione gli sarà tolto, verrà costretto a combattere di nuovo, ma con un preciso imperativo: prendere più pugli possibile ed andare al tappeto. E Johann accettarà e si presenterà all’incontro cosparso di farina e con i capelli tinti d’oro, a rappresentare con ironia e sfacciataggine la tragica caricatura dell’arianesimo.

Verrà sospeso dalla federazione sportiva, costretto per sopravvivere a combattere nelle fiere e in incontri clandestini e poi sempre più giù, in fondo al baratro, con la guerra, l’addio alla moglie ed alla figlia. Poi la deportazione nel campo di concentramento e nuovi soprusi, nuovi incontri farsa in cui verrà obbligato a combattere, mezzo nudo e malnutrito, contro due, tre soldati per volta, le tante umiliazioni inflitte, fino all’ultimo incontro, quello contro un Kapò che voleva farsi beffe dello zingaro e che fu mandato al tappeto dal campione in meno di un minuto. Il suo ultimo incontro. Pochi giorni dopo, il corpo senza vita di Johann Trollmann fu ritrovato nello spiazzo dietro alle baracche del campo, colpito alle spalle. Un pugile zingaro non poteva permettersi il lusso di vincere. Johann Trollmann è una di quelle figure che può aiutarci a comprendere la storia e la società del presente, in relazione a quella passata. La sua è una storia appassionante e sorprendente, drammatica, a tratti ironica, ma soprattuto è la storia autentica di un campione che non poteva essere tale, perchè era la prova tangibile che i vaneggiamenti nazisti poggiavano su basi evanescenti come farina al vento.

E’ una vicenda, quella di Johann Trollmann, che assieme a quelle di Etty Hillesum, di Irena Sendler e di tanti altri, merita di essere salvata dalla polvere dell’oblio ed assunta a modello di insegnamento e di confronto per le generazioni presenti e future. In un epoca come quella contemporanea, in cui assistiamo al ritorno dell’odio e della paura come forme di affermazione dell’Io rispetto a ciò che viene considerato “diverso”, il tema di confronto suggerito dalla Giornata della Memoria, si fa portatore, necessariamente, di contenuti quanto mai urgenti ed attuali. E’ proprio da considerazioni sul mondo di oggi che nasce l’esigenza di questo nuovo lavoro teatrale, considerazioni che non possono che essere rafforzate dal confronto critico con storie e vicende di un passato, che, soprattutto agli occhi dei più giovani, appare purtroppo sempre più sfuggente e lontano. Data questa premessa, abbiamo deciso di dedicare la nostra riflessione a Johann Trollmann, una figura che, per il suo fascino e per le sue peculiarità, può aiutarci a colmare questo gap generazionale. Una parte molto importante dello spettacolo è data dal percorso musicale. Le musiche, suonate dal vivo, sugeriranno una parabola narrativa che abbraccia il jazz, le musiche gitane e la classica, ad accompagnare, sostenere e dialogare con la parola.

Durata dello spettacolo: 1h

Post recenti
Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt