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In nome del popolo italiano

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La corruzione è l’unico modo per sveltire gli iter e quindi incentivare le iniziative:
la corruzione, possiamo arrivare a dire paradossalmente, è essa stessa progresso.

– Age e Scarpelli sceneggiatori del film “In nome del popolo italiano” -

CON: MARCO GROSSI, FRANCO FERRANTE, ENZO TOMA, ROSSELLA GIULIANO, RAFFAELE BRAIA, MAURIZIO SEMERARO, IVAN DELL’ERA, GAJA MASCIALE

SCENOGRAFIA: RICCARDO MASTRAPASQUA
COSTUMI: MARIANNA DE PINTO
DISEGNO LUCI: ROBERTO COLABUFO
REGIA: MICHELE BIA

IL FILM

Lo spettacolo è tratto dall’omonimo film di Dino Risi, con Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, sceneggiatura di Age e Scarpelli.
Un ritratto duro e impietoso dell’ Italia, riconoscibile ancora oggi, nonostante Mani pulite, Prima e Seconda Repubblica.
Un giallo che ha in sé i toni grotteschi della commedia più amara e cinica, dove si ride per l’intelligenza dei dialoghi e l’ironia delle situazioni, ma si resta sconvolti dalla triste autenticità di personaggi che suscitano la stessa antipatia di certi politici attuali.
Dino Risi da quel genio che era, aveva capito tutto; aveva capito che il nostro paese ha paura di cambiare, e certe leggi imperfette e discutibili sono fatte a tutela di certi personaggi interessati più al proprio tornaconto personale che al bene della comunità.

LA TRAMA

Il dott. Mariano Bonifazi, un magistrato integerrimo, indaga sul decesso di Silvana Lazzarini, una giovane e bella ragazza, rinvenuta morta nel letto della propria abitazione. Interrogando i genitori della vittima, Bonifazi apprende che Silvana conosceva l’ingegnere Lorenzo Santenocito, un industriale arrivista, spregiudicato e senza scrupoli. Quando egli si trova faccia a faccia col magistrato lo scontro ideologico e caratteriale fra i due personaggi è inevitabile; il giudice vede nell’imprenditore la personificazione di tutto ciò che egli tenta ogni giorno di combattere, l’incarnazione della corruzione e del malaffare che imperversano nel paese. Bonifazi è ormai pronto a far arrestare l’ingegner Santenocito, quando entra in possesso di alcuni quaderni della vittima, in cui sono contenute alcune notizie importantissime per le indagini.

Una delle più pungenti commedie italiane di tutti i tempi

LA DRAMMATURGIA

 

Ciò che ha reso appetibile un adattamento teatrale de “In Nome del Popolo Italiano” è stata la sua sconvolgente attualità, la sua formidabile posizione di avanguardia nell’indagare la nostra società. “In nome del popolo italiano” fotografa la realtà di un’Italia crepata dalla corruzione dai vertici fino alle fondamenta. Un’Italia divisa in posizioni ideologiche non solo dif erenti e contrapposte, ma sempre in conflitto fra loro, irrispettose l’una dell’altra e pronte a sopraf are la parte avversa con qualsiasi mezzo a disposizione fino ad ottenerne il più completo annientamento.
Un popolo che truf a e che è truf ato, ma, noncurante dei propri mali, è sempre pronto a fermarsi e ad unire tutte le sue dif erenti realtà di fronte ad una partita di calcio.
Quello che ho operato e che dif erenzia sostanzialmente lo spettacolo dal film è il montaggio: ho affidato la soluzione di continuità a tre momenti onirici in cui la ragazza, da morta, cerca di far pervenire nelle mani del Giudice il suo quaderno dove ci sono importanti notizie che scagionerebbero l’ingegnere.
Questo non solo mi ha dato la possibilità di mettere l’accento sui codici espressivi del linguaggio teatrale, ma è stato anche un modo per definire il senso di giustizia, la vera giustizia, quella che reclama la mera applicazione delle leggi senza interpretarle.
Ma alla luce dei fatti che accadono nella storia, la domanda finale è: chi ha ragione l’Ingegnere o il Giudice?

Al Pubblico la risposta.

Michele Bia

UN’ESPERIENZA PUGLIESE DI COPRODUZIONE

La Puglia manifesta una particolare vitalità teatrale e questo lavoro ne tenta una parziale sintesi espressiva, mettendo insieme artisti e forze produttive di varia esperienza.
Nello specifico lo spettacolo nasce dall’incontro di tre compagnie: TEATROSCALO, MALALINGUA e SKENE’ che dopo alcune esperienze condivise di programmazione e formazione hanno deciso di mettersi insieme per sviluppare un progetto di collaborazione che si auspica di lunga durata e nel contempo dia un contributo concreto e virtuoso al sistema teatrale pugliese.
Non è un caso la scelta di contenuto relativa a questa prima produzione, dove la mancanza di legalità e senso civico ci porta ad esaminare nuove azioni e comportamenti responsabili per la nostra società sempre più in crisi; per questo motivo la cooperazione tra imprese vuole essere un virtuosa, incondizionata e necessaria modalità di produrre onesta cultura.

UNA PRODUZIONE: TEATROSCALO/MALALINGUA/SKENE PRODUZIONI nell’ambito de:
INNOVAZIONE NELLA RETE DELLE RESIDENZE TEATRALI per la creazione di nuovi contenuti, servizi e modelli economici e per l’innovazione tecnologica Intervento cofinanziato dal FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) PO PUGLIA 2007/2013, Asse IV ­ Azione 4.3.2 ­Lett. I.
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