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Amico ritrovato

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adattamento teatrale Marco Grossi
con: Marco Grossi, Marianna de Pinto, Maurizio Semeraro

 

“Amico ritrovato” è uno spettacolo teatrale ispirato all’omonimo romanzo di Fred Uhlman che narra dell’amicizia, nata sui banchi di scuola, tra due ragazzi:
Hans, che ha origini ebree e Konradin, che proviene da una nobile famiglia tedesca. La storia è ambientata a Stoccarda, durante gli anni dell’ascesa del Nazismo. Tra i due ragazzi, nasce un’amicizia profonda, sincera. Ma quello che sembra essere un legame saldo, duraturo, infrangibile, viene messo a dura prova dalla Storia. Hitler sale al potere e Konradin, che proviene da una famiglia filo nazista schierata dalla parte del Dittatore, messo alle strette dalle pressioni, si trova costretto a scegliere e per non mettersi in cattiva luce decide di non frequentare più l’amico ebreo.

Hans emigrerà da parenti americani, mentre i genitori restano a combattere nella loro terra, contro il nazismo, per difendere a tutti i costi la loro patria e i loro diritti. Dopo molti anni dalla fine della guerra ad Hans arriva una lettera proveniente dal liceo che aveva frequentato, in cui c’è la richiesta di un contributo economico per la costruzione di un monumento agli studenti caduti durante la Seconda Guerra Mondiale. Ed è a quel punto che Hans legge, tra i vari nomi, quello del suo vecchio compagno di scuola Konradin, quello che inizialmente sembrava averlo rinnegato. Accanto al suo nome c’era scritto che era stato giustiziato per essere implicato nella congiura per uccidere Hitler. Proprio leggendo la lettera del suo liceo, Hans si rende conto di aver ritrovato un amico.
L’amicizia è il filo conduttore di questo spettacolo in cui la vicenda dei personaggi principali diventa l’archetipo delle relazioni umane, dove il bianco e il nero inevitabilmente si “colorano” e si “sporcano” a vicenda. Nei ricordi di Hans Schwarz rivivono i momenti della scuola, l’amicizia con Könradin, le prime persecuzioni da parte dei compagni di classe e l’amarezza di una giovinezzatradita, fino al colpo di scena finale che corona questa forte e poetica, storia di “razzismo”. La vicenda fa tenere il fiato sospeso sull’evolversi di un rapporto intenso in un’epoca che non ammetteva errori o distrazioni.
“Amico ritrovato” affronta la tematica dell’avvento della dittatura nazista dal punto di vista di due ragazzi adolescenti. I cambiamenti nella vita di tutti i giorni, due amici che vengono divisi da motivi che non possono comprendere. Lo spettacolo punta sull’immedesimazione dei giovani spettatori nelle vicende di due coetanei con le loro stesse aspirazioni, lo stesso modo di giocare e di vivere la vita. In questo modo salterà agli occhi più viva che mai l’assurdità di ogni barriera sociale, di tutto ciò che divide e che crea odio.
Il contesto:
A intervallare la narrazione, lo spettacolo prevede le incursioni di una coppia di personaggi surreali e grotteschi che hanno la funzione di rappresentare il contesto sociale nel quale si svolge la storia dei due ragazzi. L’euforia e le atmosfere del Berlin Cabaret, la rincorsa all’arricchimento attraverso la produzione industriale, la discesa nel vortice del razzismo, la creazione dei ghetti e la deportazione. Ognuno di questi momenti è raccontato attraverso pezzi musicali e di cabaret: canzoni tratte dal film “Cabaret”, sketch dell’autore comico Karl Valentin, melodie di Kurt Weill, il canto Yiddish dei partigiani del ghetto di Varsavia, il tutto con un’attenta ricerca di immagini di repertorio proiettate a fare da sfondo. La rappresentazione del contesto storico/sociale serve a suggerire una riflessione sul fatto che la Germania dell’epoca non era una società triste e lontana, bensì una nazione euforica e vivace come tante del nostro tempo, e che il germe della distruzione può annidarsi dappertutto, per questo è necessario ricordare…
Durata dello spettacolo: 1h 10′
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